Anna, in “viaggio” contro la menopausa - Menopausa

Anna, in “viaggio” contro la menopausa

Lug 18, 2017
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Mi chiamo Anna e…sono capitata in questo sito un po’ per caso vagabondando per il web. Quando ho trovato questa sezione dedicata alla possibilità di scrivere qualcosa sulla propria esperienza personale in menopausa, mi sono detta: “Perché no, qualche riga può far bene a me ma soprattutto alle altre donne che affrontano questo delicato momento…”. E quindi eccoci qui.

Dunque, comincio col raccontare che sono in menopausa oramai dall’età di 49 anni e, sebbene la fase degli sbalzi di umore sia passata da un pezzo, mio marito continua a prendermi in giro dicendomi che ero una persona umorale prima esattamente come lo sono adesso. In linea generale, pur avendo vissuto a pieno determinati sintomi della menopausa (vampate di calore ma soprattutto, sbalzi di umore e sudorazione notturna), non mi sono fatta tutti i problemi che molte donne sembrano farsi al giorno d’oggi. Mi spiego meglio: di fastidi ce ne sono stati, e a volte hanno influenzato la mia pazienza e il mio modo di affrontare le situazioni – ricordo che nel periodo in cui le fluttuazioni ormonali era notevoli non facevo altro che discutere con mio marito e mia figlia, persino per le cose più banali. Tuttavia, con la stessa velocità con cui scorrono gli anni, il periodo più “difficile” della menopausa è passato altrettanto velocemente. E questo per un motivo molto semplice: mentre il mio corpo affrontava questa nuova condizione, io cominciavo a fare quello che avevo sempre amato di più, ossia viaggiare.

Sin da quando ero più giovane mi ero sempre ripromessa di iniziare a coltivare le mie passioni, i miei hobby e i miei interessi, ripetendo nella mia testa testa di non voler giungere nell’età della menopausa, quando ogni cosa sembra apparire off limits a causa di rughe e ciccetta sul corpo, senza aver fatto qualcosa che fosse, per me, davvero importante fare. E invece, alla veneranda età di 49 anni, era accaduto esattamente il contrario: per una serie di circostanze, mi ero ritrovata al momento della menopausa senza aver fatto nulla di ciò che mi ero proposta di fare. Dovevo salire sulla Torre Eiffel, sull’Empire State Building e sulla Tokyo Tower, e ancora non avevo salito neppure le scale del mio palazzo; dovevo mangiare paella in Spagna, hamburger e patatine in Inghilterra e carne di bufalo in Nord America, e ancora compravo finti burger al supermercato.

Insomma, alla soglia dei 50 anni, oltre che una donna alle porte della “vecchiaia”, mi sentivo una donna non realizzata.

È stato in quel periodo che ho avuto gli sbalzi d’umore maggiori e, ora ripensandoci bene, non credo che la causa fosse la premenopausa, piuttosto la profonda insoddisfazione nei confronti della mia vita.

Dov’era l’Anna conquistatrice del mondo pronta ad esplorare ogni paese alla scoperta del nuovo? Dov’era quella donna forte e intraprendente che avevo atteso di essere e che ancora non ero diventata? È stato in quel momento che penso di aver vissuto una sorta di crisi mistica intervallata a momenti di incredibile depressione, assieme a tutti quei fastidiosi sintomi che sembravano accanirsi irrimediabilmente sul mio corpo. E proprio nel momento in cui la menopausa era ormai alle porte, a salvarmi da quella situazione è stato mio marito. Un giorno si è presentato a casa con due biglietti aerei per la Norvegia e ha esordito dicendomi: “O parti insieme a me e la finisci di piangerti addosso, o è vero che sei diventata davvero troppo vecchia per certe cose!”. Naturalmente, come potete ben immaginare, l’atteso sbalzo di umore non ha tardato ad arrivare ma, passata la discussione e riappacificati gli animi… ho accettato i biglietti assieme all’invito spensierato del mio compagno di vita.

Dopo quel fatidico viaggio, arrivato un po’ alla sprovvista, mentirei se vi dicessi che la mia vita non è cambiata almeno un pochino. Con mio marito passammo una vacanza così bella che, decidemmo di prenotarne subito un’altra nei mesi successivi, e poi l’anno seguente e quello dopo ancora. Nei fine settimana, cominciammo a spostarci fuori dalla nostra città sempre più frequentemente, tra una gita fuori porta e una passeggiata in qualche paesino non troppo distante. Insieme siamo diventati “la coppia dei viaggi” e, inutile dirvi quanto tempo ho cominciato a trascorrere tra l’organizzazione di un itinerario e l’altro o la lettura di una guida e un documentario in TV. E senza che neppure me ne accorgessi, era arrivato e passato anche il mio fatidico ultimo ciclo.

Ricordo di non aver prestato particolare attenzione all’entrata vera e propria in menopausa, e questo perché avevo fin troppe cose belle a cui pensare. Viaggiavo e occupavo continuamente il mio tempo; paradossalmente più mia figlia cresceva più avevo cose a cui badare e, in men che non si dica, mi ero ritrovata in post menopausa senza che cambiare le lenzuola dopo aver sudato come un mulo la notte mi fosse pesato.

Riflettendoci, mi rendo conto di aver affrontato la menopausa in un modo completamente diverso da quello di molte altre donne che altro non fanno se non soffermarsi sugli aspetti negativi di quest’ultima. Sì va bene, qualche fastidio c’è sempre, ma attraverso la mia esperienza personale posso certamente affermare che molti dei problemi che ci rendono difficile e insopportabile la vita in menopausa, compresi quei malefici sbalzi di umore, dipendono in realtà in larga parte da noi stesse e dalla nostra insoddisfazione personale, e non certamente solo da una stupida vampata di calore.

E dopo ciò che ho vissuto, è certo che una delle cose che mi sento di consigliare, soprattutto alle donne alla soglia dei 50 anni e con la menopausa ormai alle porte, è questa:

“Vivete la vita a pieno sempre e comunque. Coltivate i vostri hobby, VIAGGIATE, occupate il vostro tempo allontanando qualsiasi preoccupazione sul fatto che state invecchiando, ingrassando ecc. Il poter fare ciò che vi piace vi regalerà una serenità che sarà anche la vostra forza e la vostra sicurezza, contro ogni sintomo della menopausa e nella vita in generale. Perché a chi crede che coltivare sé stesse e condividere gioie e ansie con il proprio compagno non aiuti, beh, io posso rispondere che, tra una vampata e l’altra, tra uno sbalzo d’umore e l’altro e tra un’insicurezza grande e una piccola, la mia menopausa è alla fine davvero volata…Forse proprio perché era con me su tutti gli aerei che da allora ho preso! 😉

Anna

 

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