Menopausa e… la stanchezza cronica - Menopausa

Menopausa e… stanchezza cronica

Giu 07, 2017
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Durante la nostra vita ci è sicuramente capitato di attraversare periodi stressanti, nei quali era facile sentirsi più stanchi e affaticati sia fisicamente che mentalmente. Solitamente ciò tende a verificarsi con maggior frequenza durante il passaggio ai mesi primaverili o autunnali, oppure nei periodi seguenti ad uno stato influenzale o negli stati di convalescenza. Una volta entrate in menopausa però, molte di noi sembrano soffrire una condizione perenne di mancanza di energie che si protrae nel tempo nonostante il dovuto riposo e che influenza negativamente la nostra quotidianità. In questo caso l’affaticamento, la mancanza di energia e l’eccessiva stanchezza in menopausa possono diventare un vero e proprio disturbo definito “astenia”.

 

Che cos’è l’astenia?

 

Generalmente si definisce astenia il senso di stanchezza o affaticamento fisico e mentale che sopraggiunge al minimo sforzo fisico o nel tentativo di concentrarsi mentalmente su qualcosa. Quando questo disturbo compare, si sente la continua necessità di riposare e si prova una sensazione di sonno che non viene soddisfatta neppure dormendo; la normale possibilità di svolgere movimenti fisici viene ostacolata dalla sensazione di mancanza di energia a livello muscolare e anche i movimenti più semplici appaiono rallentati e difficili da compiere.

L’astenia si accompagna spesso ad episodi di sonnolenza e svogliatezza, oltre che problematiche legate alla coordinazione e alla mancanza di appetito.

 

Perché in menopausa siamo spesso soggette ad astenia?

 

L’astenia rientra nei disturbi da carenza estrogenica e compare soprattutto nella fase di premenopausa e nelle fasi iniziali della menopausa caratterizzate da fluttuazioni ormonali. Essa è correlata con la riduzione della produzione di estrogeni e progesterone delle ovaie e con il successivo incremento di certi ormoni dalla ghiandola ipofisaria. Le cause sono quindi prevalentemente fisiologiche e legate agli adattamenti del corpo alla nuova condizione soprattutto in termini di secrezione ormonale. Per esempio, le fluttuazioni ormonali influiscono sul sonno diminuendo le fasi di sonno profondo o REM nel quale il corpo ha il migliore recupero in termini energetici. Un sonno “incompleto” è infatti una delle cause principali del senso di affaticamento e stanchezza percepito durante la giornata.

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